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Nithiol

FERTILIZZANTE FOGLIARE IN PASTA FLUIDA

 

 

Composizione: AZOTO (UREICO) “N” 15,3 % - ZOLFO ELEMENTARE “S”  25,5 % - Confezioni: taniche da 7 Kg.

 

 

Considerazioni agronomiche:
Lo Zolfo quale elemento fertilizzante, assolve alla funzione basilare per la conversione dell’Azoto atmosferico fissato dai microrganismi simbionti inAzoto proteico.
Inoltre, lo Zolfo quale macroelemento nutritivo delle piante, entra nella costituzione di Aminoacidi essenziali (Cistina e Metionina), in pratica, tali composti organici, si inseriscono nel fenomeno naturale per la costituzione delle proteine vegetali.

Una gran parte dei suoli italiani sono calcarei e poveri di zolfo. Con la diminuizione delle emissioni di anidride solforosa in atmosfera bisogna sopperire con apporto di Zolfo, soprattutto quello elementare perché, a parità di dosi, è quello che svolge meglio l’acidificazione dei terreni.

L’utilizzo del NITHIOL può essere esteso a svariate colture, sia in pieno campo che in serra.
La particolare formulazione in pasta fluida con una micronizzazione spinta consente alle piante di assimilare facilmente lo Zolfo, attraverso gli stomi.
È particolarmente indicato per applicazioni fogliari su cereali.

… “Le moderne tecnologie di marcaggio hanno consentito di evidenziare come la Zolfo “S”, applicato per via fogliare, riesca a superare gli strati cunicolari ed a migrare, come nel Frumento, dalla foglia bandiera sino alle cariossidi. Quindi lo Zolfo è un elemento che somministrato dall’esterno per mezzo dei trattamenti fogliari, penetra in parte per via fogliare e viene assimilato nei processi metabolici nella pianta trattata migliorando qualitativamente la
produzione…”

(L.Taraborrelli – Sviluppo e prospettive dello Zolfo Micronizzato in Agricoltura - Informatore
Fitopatologico 9/87 - pag. 21)

Il NITHIOL svolge una ottima azione nutritiva.


Sono noti da tempo sia il potere nutrizionale, che l’attività fungicida dello Zolfo.
L’alto contenuto in Zolfo (S) del NITHIOL espleta anche un’azione collaterale fungicida contro: Oidio, Ruggini, Septoriosi, Fusariosi.

DOSI E MODALITÀ DI IMPIEGO

Il NITHIOL può essere utilizzato sia in pieno campo che in ambiente protetto.

Frumento, tenero e duro5-7 Kg/ha, bagnare bene tutto l’apparato fogliare.
Primo intervento a seconda foglia.
Secondo intervento, dalla fase della botticella fino alla fuoriuscita della spiga.
Lo Zolfo contenuto in particelle estremamente fini viene facilmente assorbito attraverso le foglie, migliorando la qualità del frumento.
L’interazione del formulato “Zolfo – Azotato”, ben si inserisce in un processo di sinergismo di azione estremamente positiva nella costituzione delle sostanze proteiche del Frumento tenero e duro, incrementando anche il peso delle cariossidi dei cereali a paglia.

Per quanto riguarda il Frumento, tenero e duro, il prodotto ben si posiziona, come primo intervento, quando le piante di grano hanno sviluppato la seconda foglia e si stanno preparando alla fase di accestimento, nel contempo, l’apparato radicale si sta approntando alla funzione delle radici avventizie.
In questa fase fenologica, la coltura può uscire da uno stress di origine climatica e l’apparato epigeo, culmo e foglie, possono essere suscettibili di predisposizione all’agente causale dell’Oidio (Erysiphe Graminis) ed a contenere gli effetti negativi della Ruggine gialla e puntiforme.
La dose consigliata, può variare da un minimo di litri 5 ad un massimo di litri 8 per ettaro.

DA PROVE IN CAMPO, IL FORMULATO E' RISULTATO MISCIBILE CON I MIGLIORI PRODOTTI ERBICIDI.


Come secondo intervento, il NITHIOL si può prevedere di utilizzarlo dalla fase di botticella fino alla fuoriuscita completa della spiga.
In questa fase, il prodotto oltre a controllare l’Oidio delle foglie, del culmo, della spiga ed altre patologie del frumento, ben si colloca nella formazione dei composti quali costituenti del protoplasma cellulare, completando il soddisfacimento nutritivo delle piante con valore aggiunto, sia in titolo di proteine che in quantità di glutine delle cariossidi.

Le dosi per il Frumento tenero e duro in fase di botticella, si possono considerare variabili da 5 a 8 litri per ettaro, avendo cura di bagnare bene tutto l’apparato fogliare.
Certamente le dosi andranno valutate in funzione delle necessità tecnico – agronomiche della coltura, considerando, che spesso il miglior modo di difesa delle malattie crittogamiche dei cereali a paglia, consiste nell’impiegare il prodotto con dosi adeguate e con tempestività.

Barbabietola: 5 Kg/ha allo stadio di 4, 6 foglie. Se necessario, ripetere l’applicazione dopo 14 giorni. (Lo Zolfo contenuto in particelle estremamente fini, viene facilmente assorbito attraverso le foglie ed esplica un’azione nutritiva).
Girasole: 5 – 7 Kg/ha allo stadio di 4, 6 foglie.
Leguminose: 5 Kg/ha allo stadio di 4, 6 foglie. Ripetere l’applicazione ogni 14 giorni.
Pomodoro: 5 Kg/ha a partire dallo stadio di 4, 6 foglie. Ripetere l’applicazione ogni14 giorni. Non utilizzare durante la fioritura.
Uva da tavola: 3 Kg/ha a partire dal post germogliamento . Ripetere l’applicazione ogni 14 giorni. Evitare l’impiego durante la fioritura.

ATTENZIONE
– Non utilizzare in miscela con oli minerali e distanziare di almeno tre settimane dai trattamenti con oli minerali o Captano